proteggere il lago santo

Proteggere il Lago Santo

Animali, Natura, Ecologia

Nel Castello di Carta.

Proteggere il Lago Santo

Proteggere il Lago Santo, minacciato da insensate ed inutili “politiche di rivalutazione turistica”, proteggere quel poco che rimane di naturale e selvatico che garantisce, però, il futuro della vita…
Non solo, proteggere il diritto alla libertà ed autodeterminazione che hanno tutte le creature che vivono sulla Terra, anche se non appartenenti alla specie “sapiens”…

Proteggere l’idea che la Natura possa e debba ancora avere i suoi spazi di autoregolarsi, rigenerarsi, rinnovarsi, non solo per il suo proprio bene, ma anche per il nostro… anche se spesso dimostriamo di non meritarlo…

Buongiorno, Anime Belle!

Oggi vi racconto una storia, che inizia bene e … sta finendo, purtroppo male…
Ma, la speranza di cambiare il finale è ancora nel mio cuore e in quello di tanti amici che stanno combattendo per tutelare una piccola ma preziosa porzione di natura in Val di Cembra, in Trentino.
Sono molto legata a quei luoghi, perché mia nonna paterna, nonna Norma Puschin (in origine Puskiin) in Burzio, era nata proprio lì, nel lontano 1913. Dopo essere emigrata a Torino, subito dopo la fine della prima guerra mondiale, e dopo tanti anni di lavoro in fabbrica, con la liquidazione acquistò la vecchissima casa della famiglia di sua mamma.
Abbiamo passato tantissime estati in quella casetta, visitando in lungo e in largo tutto il Trentino.
In particolare, se c’era una scampagnata che adoravamo fare era proprio il picnic al Lago Santo, dove potevamo respirare aria frizzante intrisa di profumi di larici e pini cimbri, prendere il sole, raccogliere “brise” e mazze di tamburo, fare scorpacciate di mirtilli selvatici, cercare di catturare libellule guizzanti e … imprendibili.
Il tutto sempre nel rispetto dell’ambiente, per cui era d’obbligo lasciare pulito il pezzettino di prato che avevamo “preso in prestito”.

Dove si trova il Lago Santo

Il Lago Santo è uno splendido laghetto di montagna situato nella Valle di Cembra, originatosi nell’ultima era glaciale, probabilmente riempiendo un antichissimo cratere. Le montagne, in quella zona, sono costituite dal porfido, una roccia magmatica che, attraverso un lento raffreddamento, ha la caratteristica di contenere tanti piccoli cristalli che creano scintillanti effetti sulla roccia stessa.
Il porfido del Trentino ha lastricato le vie e le piazze di tantissime città italiane, compresa Torino, e la maestria dei posatori trentini ci permette di ammirare eleganti mandala di pietra costruiti con i classici “cubetti”.
Su questa solida base rocciosa, qualche chilometro più in là, si ergono le Dolomiti, magnifici sedimenti di ancestrali ambienti marini, vette scintillanti di rosei riflessi di calcare cristallizzato.
Come non innamorarsi di quelle montagne che, ovunque giri lo sguardo, ti parlano di Gaia, della sua lunga storia e della storia delle sue creature?

Per scoprire dove si trova il Lago Santo vi invito a cliccare QUI.
La foto che trovate su Google maps è già una foto del passato, forse una situazione non più recuperabile…
una magia di tempi perduti…

E anche la foto sulla pagina del sito ufficiale per il turismo in Trentino, Visittrentino.info.it dedicata al Lago Santo è del tutto anacronistica…

Cosa sta succedendo al Lago Santo

Sì, dall’inizio di questa primavera, “discutibilissimi” lavori di riqualificazione turistica, stanno provocando danni incredibili.
Sono già stati abbattuti alberi di ogni tipo, betulle, larici, pini cimbri.
Il prato che circonda il lago, che aveva rare caratteristiche di biodiversità, è stato ricoperto da uno spesso strato di sterile ghiaia di porfido.
Non ancora paghi, su tale materiale è stata applicata una striscia di cemento “utilissima” per chi voglia fare un giro intorno al lago con il monopattino!!!
Ma non è ancora finita.
È anche prevista la costruzione di un molo con colonne di cemento armato che dovrebbero basarsi sul fondo del lago, quindi è previsto uno svuotamento per poter effettuare il lavoro.
Attenzione, però, che è molto probabile che il fondo del lago sia uno strato sottile di roccia impermeabile e che al di sotto potrebbero trovarsi delle grotte magmatiche… se si fa un buco… si rischia di perdere tutto il lago Santo…
E poi, visto che prevedono l’afflusso di centinaia di persone, occorrerà abbattere parte del bosco adiacente per asfaltare e fare un comodo e maleodorante parcheggio per le autovetture dei turisti vacanzieri!!!

Praticamente, qualche burocrate intende creare una “Gardaland” su di un laghetto largo scarsi 100 metri!!!

Un video documenta lo scempio ma anche la speranza

Ma non ho più voglia di raccontare io, e vi invito a guardare il video linkato qui sotto per rendervi conto di cosa sta succedendo.

Cosa possiamo fare?

Tante dimostrazioni sono già state fatte, tanta importante documentazione anche da parte di scienziati è stata presentata, ma la macchina distruttiva non è ancora stata fermata.
È in corso una raccolta firme molto importante, con la quale il comitato di difesa del Lago Santo spera ancora di poter fare qualcosa.
Care Anime Belle, vi chiedo una cortesia, non per me, ma per “Gaia” e per quel piccolo smeraldo verde incastonato tra i monti Trentini: firmate la petizione. Condividete, dimostriamo che insieme abbiamo il potere di cambiare le “cose che non ci piacciono”, in maniera civile, ma ferma e solidale.

Firma la petizione per salvare il Lago Santo

Proteggere il Lago Santo è importante!!!

Se vi è piaciuto questo articolo ma, soprattutto se non vi piace cosa stanno facendo al piccolo Lago Santo, mettere il vostro migliore “LIKE”, aggiungete le vostre sensazioni, condividete sui social, firmate la petizione.

Grazie, anche da parte del sempre più raro Austropotamobius pallipes, che abiterà ancora per poco al lago…

Importante!!!
Vai agli’articoli di aggiornamento:
* “Proteggere il Lago Santo” – II Parte del 19/06/2020.
* “Proteggere il Lago Santo” – III parte del 22/06/2020.
* “Proteggere il Lago Santo” – IV parte del 06/07/2020.

8+

4 thoughts on “Proteggere il Lago Santo”

  1. Ciao Paola , sottolineo che la stradina non è di cemento, almeno per ora , ma di materiale porfirico pressato , per evitare inutili critiche. peace & love

  2. Per correttezza diciamo che la stradina che hanno fatto sulle rive non è di cemento, ma di materiale porfirico pressato. 😉

  3. Ne parlavo entusiasta negli anni 60 quando negli anni 60 – 70 venivo a Cembra a trovare miei parenti oggi scomparsi che hanno lasciato il posto ai figli nonché miei cugini.
    Dovrei tra poco ritornare li,ho paura di tornare sul luogo del misfatto…ho paura di distruggere le sensazioni e le emozioni di allora…ho paura di assistere ad una modernizzazione che passa
    giocoforza attraverso i soliti luoghi comuni…il progresso…il turismo..rimpinguare le casse del Comune…insomma la solita storia che si ripete.

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